Recensione di “Scrivi”, di Marianna Brogi

1Titolo: Scrivi
Autore: Marianna Brogi
Editore: Geeko Editor
Genere: narrativa
Pagine: 263
Prezzo: 5,00 (ebook)

Sinossi: Due donne, due tempi fra loro lontani, un paese antico e remoto, due storie che si intrecciano nel tempo, in un dialogo appassionato e riflessivo. I due fili narrativi di Celeste e Dorotea si dipanano parallelamente, attraverso un affresco affascinante di tempi e luoghi, nelle sfaccettature dell’Italia del Novecento, fino a confluire in un’unica corrente narrativa, potente ed evocativa.

La lettura è molto fluida, scorrevole e coinvolgente, capace di proiettare il lettore nelle vite dei personaggi e nei luoghi in cui vivono, risultato non facile dato che il romanzo non ha per nulla una struttura lineare, né sotto l’ottica temporale né d’ambientazione né narrativa; i punti di vista, infatti, variano in base ai capitoli, passando da quello in prima persona soggettiva a quello in terza persona con interventi metanarrativi (ovvero la protagonista che narra le avventure di conoscenti). Tutto ciò, però, non ne inficia la gradevolezza e la comprensione, merito anche di uno stile raffinato ma non arzigogolato. La sintassi è semplice, adatta a tutti i tipi di pubblico, e lascia trapelare dolcezza o malinconia o durezza laddove è richiesto, grazie anche all’uso di metafore e figure retoriche.
I personaggi sono interessanti: nonostante la Brogi non sempre approfondisca il passato o il presente dei suddetti, essi hanno profondità e coerenza con azioni e affermazioni a loro associate; il lato psicologico è approfondito. Come già accennato in apertura, le ambientazioni sono ottime: a volte più abbozzate, a volte più eviscerate, riescono comunque a dipingere il quadro locale delle vicende.

Scrivi, di Marianna Brogi, è per me un piccolo gioiellino del panorama emergente. L’ho trovato semplicemente meraviglioso, mi ha commossa, mi ha fatta sorridere e, in alcuni passaggi, mi ha pure fatta incazzare quel tanto che basta affinché possa definirlo un libro vero, un libro vivo.
A onor del vero, qualche pecca c’è. Alcuni passaggi risultano un po’ troppo rapidi, poco approfonditi e l’autore, in tali frangenti, rischia di percepire un retrogusto amaro. Perché è andata proprio così? Come mai questa situazione ha preso una piega così drastica?, si chiede, ed è un peccato, perché la storia e lo stile di scrittura sono davvero di altissimo livello. Ho trovato la stessa chiusura un po’ veloce, criptica a tratti, e anche questo può disorientare i lettori meno smaliziati o più esigenti.
Di contro, non bisogna dimenticare che è l’opera prima dell’autrice, che ha fatto un piccolo miracolo nel pennellare realtà molto diverse tra loro, a livello sociale e storico, e ciò non può significare altro che questa donna sa il fatto suo. Inoltre, fattore per me importantissimo, ci troviamo davanti a un’autrice di profonda cultura e ne sono testimoni i numerosi richiami a scrittori, filosofi e artisti, che impreziosiscono il testo e stimolano l’intelletto e la curiosità del pubblico.

Non posso che consigliarne la lettura e invitare la Brogi a donarci in fretta una nuova storia da gustare.


Estratto: È stato allora che ho deciso di scrivere di Celeste e della mia infanzia vissuta tra sogno e realtà, in un mondo speciale in cui nessuno morirà mai. In cui io fermerò il tempo.
Poi, col passare del tempo stesso, le parole sono rimaste dentro me slegate e senza significato. Ero molto occupata a lottare e andarmene via, non avevo ancora fatto pace con la scrittura. Nelle mie lotte interne, quelle parole avrebbero dovuto pazientare ancora molto tempo, prima di prendere corpo ed essere cucite insieme a comporre la storia di Celeste.
È stato così che la sua storia è diventata anche la mia, e poi quella di Marcello, mentre scrivevo per raccontargli il corso della vita, per narrargli le mie scelte e il mio dolore. Mi resi conto che stavo dando vita ad altri personaggi, stavo dando voce alla paura e all’immobilità che vedevo spesso negli occhi delle persone, oltre che allo specchio.​
Questa è la storia di come la scrittura è diventata strumento di cura e di forza, di come le parole.


Valutazione: quattro zampe.

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